Role dei Nascosti

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-Non rimango lupo perché uno, potrei sbranarlo molto più facilmente. Due, perché non so se quelli con lui siano mondani o meno, non posso rischiare di essere vista lupa- spiego, rispondendo alla sua prima domanda, per poi passare alla seconda: -Sì. Sono tornata tardi da lavoro e quando sono arrivata lui non c'era, ne ha sicuramente approfittato- sibilo innervosita. So che Matteo è un bravo ragazzino, ma ho paura che possa succedergli qualcosa, non me lo perdonerei mai e non sono certa di poter sopportare di perderlo, non dopo quello che è successo a mamma e papà. In più, mi dà alquanto fastidio che prenda iniziative senza chiedere il mio permesso e, anzi, prenda e scappi di casa durante la notte.

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Inizio a chiedermi se il ragazzino non abbia effettivamente fatto bene a scappare, del resto così superficialmente è difficile da dire. D'improvviso il desiderio di aiutare a riunire questa famiglia svanisce, sostituito dalla voglia di tornare da solo al sicuro. Arrivati sul confine della piazza mi fermo -Erano qui- dico solo, nonostante la piazza non sia tanto grande ci sono diverse persone, sia seduti ai tavoli dei locali sia sparsi in gruppetti o coppie.

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Arriviamo al confine della piazza e, intanto, percepisco a pelle che qualcosa è cambiato nel mio accompagnatore. Faccio vagare lo sguardo sui presenti, principalmente sono mondani, riuniti in gruppetti più o meno grandi, che chiacchierano allegramente tra loro.
Passa una manciata di minuti prima che i miei occhi incrocino quelli di Matteo che, dalla parte opposta, mi ha vista ed ora sta cercando di mimetizzarsi tra gli altri giovani attorno a lui.

Serata tra i nascosti

Una volta aver assicurato il ragazzo alle cure di Elena usciamo nuovamente per rilassarci un pò dopo la battuta di caccia con sorpresa. Elio ci suggerisce un locale di nascosti verso la sua zona dove conosce una delle cameriere. Ci incamminiamo tra una chiacchiera e l'altra, sopratutto da Elio, ma anche a Grace non serve certo strappare le parole di bocca. Prendo un respiro profondo godendomi quest'attimo di quiete così... normale e confortevole.

R: Serata tra i nascosti

Il locale stasera è strapieno, il che mi stupisce abbastanza considerando che è lunedì. Sfreccio da un tavolo all'altro, rispondendo a chi alza una mano per attirare la mia attenzione e anche a quelli che, credendosi particolarmente furbi, vogliono sapere a che ora finisco il turno. Liquido proprio uno di questi tornando al bancone per ritirare il vassoio da consegnare, dall'altra parte mio fratello Matteo che mi guarda e sghignazza, scuoto appena la testa con un mezzo sorriso avviandomi per portare gli ordini a questo o quel tavolo.

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Noto che tutta la zona è decisamente più popolata dai nascosti, anche se qualche mondano che vive indisturbato tra loro c'è. Proprio mentre entriamo un ragazzo mondano si ferma a salutare con familiarità due licantropi suoi coetanei. Elio si muove nel locale come se ci passasse le giornate e probabilmente è così, poichè appena arriviamo al banco il ragazzino dietro di esso, palesemente troppo giovane per lavorare, lo saluta con entusiasmo -Ehilà Teo, passo a te gli ordini?- risponde Elio con un sorrisetto -Non vi dispiace stare al banco vero? Conosco i ragazzi.- aggiunge poi rivolto a me e Grace, accennando al ragazzino ma in parte anche al resto del bar.

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Una voce molto familiare mi giunge all'orecchio proprio mentre sto appoggiando un bicchiere sul tavolo davanti ad un vampiro. Il tipo mi osserva un momento con i canini già snudati prima di catapultarsi sulla sua ordinazione... Gente strana...
Mi avvicino rapidamente al bancone con un sorriso
-Ma guarda chi si vede! Ciao Elio- esclamo vedendo il ragazzo rosso e dandogli un rapido abbraccio. Matteo ci guarda contento mentre asciuga i bicchieri puliti con uno straccio.
-Stasera mi occupo io dei vostri ordini, puoi dire a me- dico ai tre ragazzi portandomi dietro al bancone, quindi mi rivolgo alle giovani che accompagnano Elio.
-Belle fanciulle, per voi? -
La più piccola, dai folti capelli ricci, ci pensa su a lungo prima di chiedere una semplice Coca Cola. Annuisco annotando rapidamente su un biglietto, quindi attendo le altre due comande.
-Che ci fate da queste parti, mh? Ovviamente Elio è escluso dalla domanda, dovrei chiedergli dove va quando non è qui- gli faccio un occhiolino scherzoso, non mi permetterei mai ovviamente di insinuare cose sul suo conto, ma il conoscersi da tanti anni mi fa sentire abbastanza audace da fare queste battute.

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Sto scegliendo dal cartoncino sul tavolo una qualche bevanda alla menta, ma alla battuta della ragazza sollevo lo sguardo così come un sopracciglio, per quanto mi riguarda Elio potrebbe anche sbronzarsi tutte le sere, finchè si mostra corretto e affidabile, ma sono inevitabilmente curiosa. Elio deve averlo notato perchè mi lancia un'occhiata divertita e spiega -Tra una battuta di caccia e l'altra lavoro qui per mantenere me ed Ofelia.-. Quindi torna a rivolgersi alla nascosta -Lavoro proficuo ma serata pesante, abbiamo pensato di rilassarci un pò.-

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Annuisco ascoltando il giovane, anzi il mio collega non in servizio.
-Avete trovato demoni? Erano tanti? Com'erano? - Matteo si intromette con la sua solita parlantina e riempendo di domande Elio. Ringrazio che vadano così d'accordo, così non mi prendo troppo la briga di riprendere mio fratello, anche perché in realtà sono piuttosto curiosa anche io. Non che non abbia mai visto un demone, ma gli incontri che ho avuto sono stati piuttosto limitati... Fortunatamente. Quindi Elio è un'ottima fonte di aneddotti

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Non ho mai avuto fratelli o sorelle e va benissimo così, ma vedere scene d'affetto fraterno mi fa sempre un certo effetto. Mentre bevo dal mio bicchiere noto un non so che di evasivo nell'espressione di Elio mentre risponde al ragazzino, anche se il sorriso non lascia il suo volto -Solo due, ma con i demoni non c'è mai da scherzare- risponde Elio, al che mi viene spontaneo lanciare un'occhiata a Grace con un mezzo sorriso

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Matteo ascolta Elio con gli occhi letteralmente a forma di cuoricino
-Domani non devi andare a scuola tu? - commento ad un certo punto togliendo dalle mani di mio fratello lo straccio ormai umido.
Lui protesta appena, quale ragazzino adora studiare, dopotutto? Dopo aver insistito, non senza una certa dose di minacce, lo convinco a lasciare il bancone e tornare a casa.
-Fa attenzione, mi raccomando. Per qualsiasi cosa chiamami- lo saluto guardandolo uscire dal retro.
Nel frattempo, noto che la giovane shadowhunter castana sembra più a suo agio, perché sorride cordiale alla compagna di avventure annuendo leggermente

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Ad un certo punto il ragazzino viene mandato a casa dalla sorella, prima che esca Elio gli ricorda con una certa apprensione di non soffermarsi lungo la strada. Intanto mi chiedo come si senta Ofelia visto che quella che pare la sua famiglia è tutta qua, forse benissimo immersa nelle sue piante e nelle sue letture. Del resto a me non toccava affatto che la mia famiglia andasse senza di me ad incontri e cene con altri shadowhunters socialmente impegnati, mi toccava l'idea che potessero pensare che non fossi all'altezza. Stringo la coda di cavallo che raccoglie i miei capelli, come a chiudere la mia riflessione, quindi mi rivolgo alla cameriera -Scusami non credo di aver afferrato il tuo nome-

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Sorrido appena alla Cacciatrice davanti a me servendole il suo ordine - Samanta, ma puoi chiamarmi Sam. A questo punto tocca a me chiederti come ti chiami - rispondo appoggiandomi con i gomiti al bancone, mentre aspetto che Elio decida cosa vuole ordinare.
Devo dire che la mia vita sociale relativamente limitata non mi ha mai permesso di parlare tanto con uno Shadowhunter, dopotutto considero Elio un mezzo lupo, quindi diciamo che non conta per intero, diciamo. E poi lo conosco abbastanza bene da non stupirmi più di tanto quando mi racconta qualcosa.

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-Lara- rispondo presentandomi a mia volta con un mezzo sorriso -Da quanto vi conoscete?- domando poi, Serena non ha mai accennato ad una bella lupa così vicina alla sua cotta nei numerosi momenti che ha riservato al gossip durante le nostre conversazioni. Elio intanto come ricordandosi di colpo di non star ancora bevendo si volta volta verso di noi -Non vorrei interrompere ma... rossa cos'è che mi porti?-